“Le sette ultime parole di Cristo sulla Croce”

La migliore presentazione di questo brano si deve allo stesso Haydn che nell'inviare la partitura alla Breitkopf & Härtel per la pubblicazione, allega la seguente prefazione:

«Circa quindici anni fa mi fu chiesto da un canonico di Cadice di comporre della musica per Le ultime sette Parole del Nostro Salvatore sulla croce. Nella cattedrale di Cadice era tradizione produrre ogni anno un oratorio per la Quaresima, in cui la musica doveva tener conto delle seguenti circostanze. I muri, le finestre, i pilastri della chiesa erano ricoperti di drappi neri e solo una grande lampada che pendeva dal centro del soffitto rompeva quella solenne oscurità. A mezzogiorno le porte venivano chiuse e aveva inizio la cerimonia. Dopo una breve funzione il vescovo saliva sul pulpito e pronunciava la prima delle sette parole (o frasi) tenendo un discorso su di essa. Dopo di che scendeva dal pulpito e si prosternava davanti all'altare. Questo intervallo di tempo era riempito dalla musica. Allo stesso modo il vescovo pronunciava poi la seconda parola, poi la terza e così via, e la musica seguiva al termine ogni discorso. La musica da me composta dovette adattarsi a queste circostanze e non fu facile scrivere sette Adagi di dieci minuti l'uno senza annoiare gli ascoltatori: a dire il vero mi fu quasi impossibile rispettare i limiti stabiliti».


F. J. Haydn

Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce, op.51

Introduzione - Maestoso e adagio
Sonata I - Pater, dimitte illis quia nesciunt quid faciunt - Largo
Sonata II - Hodie mecum eris in Paradiso - Grave e cantabile
Sonata III - Mulier, ecce filius tuus - Grave
Sonata IV - Deus meus, Deus meus, utquid dereliquisti me? - Largo
Sonata V - Sitio - Adagio
Sonata VI - Consummatum est - Lento
Sonata VII - In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum - Largo
Il terremoto - Presto e con tutta forza